un giorno scoprirai che io non sono stato altro che un sogno non importa se bello o brutto ma pur sempre un sogno che realmente non esiste
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corsivo, grassetto, sottolineato, cancellato
When the days all seem the same,
don't feet the cold or wind or rain,
everything will be okay,
we will meet again one day
If the moon had to runaway
and all the stars didn't wanna play,
don't waste the sun on a rainy day,
the wind will soon blow it all away
Jet - Shine On
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† BaMBoLa RoTTa †

Nevius; lunedì, novembre 09, 2009; 23:45
~ commenti

Ma fino all'azzeramento di tutto, che sarebbe venuto col mattino, tanto valeva godere finché potevo delle splendide sfumature di quel panorama notturno che brillava senza limiti. Non mi importava più di niente. Anche gli inevitabili rimpianti che riempiono il cuore delle persone, per quella sera non erano che combinazioni di colori.
D'un tratto capii quanto fosse distante il passato. Anche più della morte, anche più della distanza incolmabile tra persona e persona.I ricordi veramente belli continuano a vivere e a splendere per sempre, pulsando dolorasamente insieme al tempo che passa.

Banana Yoshimoto -  Sonno profondo



I will shine on for everyone


; 23:42
~ commenti

Dove eravamo ? Non smettere ora.di ricordare. Non perdere questo tremito interiore, il nostro respiro si è; colmato, ma non ci siamo allontanati. Ci siamo toccati ancora, guardandoci negli occhi. Uno sguardo diretto e tranquillo, molto semplice, tenendo conto dell'imbarazzo che di solito si crea in situazioni simili....Il cuore si spezza al pensiero. Adesso, non ridiamo più;. E debolissimi ci aggrappiamo solo al nostro ricordo. Abbiamo anche sorriso, sbagliando di proposito.

David Che tu sia per me come un coltello




I will shine on for everyone


Nevius; sabato, novembre 07, 2009; 12:50
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- Nevius William Grey -

un’anima. La sua, strappata con violenza, con vergogna, con tristezza, ed è così che si sente ora – privato della propria anima – lacerata con uno sguardo leggero, che di amore non ne ha mai avuto così tanto per nessuno, che il cuore se pur rotto ha ripreso a battere solo quando è stato messo di fronte al proprio destino, e se tutto questo è magia, è veramente stupefacente, che il suo viso l’aveva quasi dimenticato, ed ora è più luminoso di una stella nella notte. Un grido obsoleto – soffocato prima di essere uscito – un blocco improvviso che gli impedisce di muovere anche solo minimamente un arto. Le gambe che tremano leggere in preda ad emozioni non controllate, e gli occhi – che Dio solo sa che è possibile – che si fanno lucidi improvvisamente. – Il the perde il suo calore - . Non importa, perché è un attimo, solo uno, in cui un ragazzo come lui può sentirsi reale. Vivo . Sente come chiunque altro l’emozioni nel corpo, nel cuore, nell’anima – ce l’ha un’anima, l’ha solo smarrita – ed è forse giusto nascondersi in un momento di debolezza. Abbassa il cappello, quell’accenno di visiera lo porta sugli occhi, in modo da nascondere qualche suo zigomo, in modo da occultare la tristezza divenuta una realtà per il suo sguardo. Via le lacrime, che a nessuno è permesso di guardarle, e i suoi passi che non fanno neanche un po’ di rumore. Segue le orme lasciate dal destino, che di coraggio per affrontarlo forse non gli manca – se non fosse che gli ha tolto il respiro – e prima, molto prima di essere li, a respirare la sua aria, il suo profumo, la sua vita, cerca il portafoglio. Fa più male vederlo li così, che essere sgridati e odiati da lui. Una banconota da 100, e un amore che non ha prezzo. Il coraggio che gli manca, ed un respiro che sarà l’inizio di un passo, di una distanza che viene divorata a forza, che la voglia di accorciare la lontananza è così grande, tanto da riuscir a passar tra la gente per guardarlo, per capire che il cuore batte lo stesso anche se si è rotto, che non c’è altra persona che si può amare se non quella che ti rende veramente felice. – Perché gli appartiene, e sarà sempre così – Tuo per sempre, nel pianto e nel dolore, che di felicità non ne potremo mai avere. Un semplice gesto, e il braccio che viene proteso verso Vespre con la banconota tra le dita. La testa bassa, carica di vergogna, e il cappello che scivola sul viso a nasconderlo appena. [ l’amore. ] mormora. [ io l’ho capito troppo tardi] afferma. [ che l’amore, l’amore ti salva la vita ] e tu, Vespre hai salvato la mia.” perché nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi “



I will shine on for everyone


; 12:24
~ commenti

- Nevius William Grey -

Il telefono che squilla, e lui che lo ignora. – Incessante il desiderio di non venir disturbato – e l’idea forse folle di poter rendersi invisibile, comportandosi come un semplice ragazzo della sua età. Porta la tazza alle labbra, e le bagna leggermente, giusto quel poco che serve per sciacquarsi la bocca dall’amaro. E’ sorprendente come il destino giochi con gli esseri umani. Basta un secondo, un secondo soltanto in meno speso dentro il bar, che probabilmente molta gente non l’avrebbe mai incrociata, neanche con uno sguardo, ed è forse più stupefacente, il fatto che il destino alla fine, lo conduca sempre in una strada : la sua strada. Quella di Vespre; e forse, il destino ha veramente voglia di giocare, perché basterebbe che Nevius si voltasse, basterebbe che si decidesse ad alzare lo sguardo e a guardare come và avanti la vita, per capire che il frammento più importante della propria è li, e ne può assaporare il profumo – di ciò che è bello – di ciò che ha desiderato, di una felicità forse rifiutata. Fautore del proprio destino. Volta la testa si, ma ciò che incontra il suo sguardo è Matt. Inclina leggermente la

testa di lato. Un sorriso accennato da un solo muscolo che fa incurvare l’angolo sinistro della bocca, e lo sguardo che va forse troppo in là. – Alle vetrata – ed è un attimo, prima che il respiro si blocchi, ed il cuore smetta di battere. Il resto sparisce. Abraham non lo vede, non ora, non che gli occhi sono fermi – finalmente – sul proprio destino.



I will shine on for everyone


Nevius; venerdì, ottobre 09, 2009; 16:29
~ commenti

è un amore di silenzio e di cristallo soffiato.
fragile come il vetro dei tuoi occhi, ormai spaccato.
Un'illusione così vana, che la dimenticanza non cancella.
I ricordi son destinati a vivere fino a quando la mente rimbomba,
ed il tuo pensiero non è che un onda che butta giu e fa male.
Sognare d'amarti come un anno fa, nel silenzio dei tuoi pensieri,
senza che tu lo sappia, senza che tu mi voglia,
mentre io, muoio in sentimenti di cristallo bruciato ed evamporato.
con quel continuo desiderio d'essere tua, soltanto tua, per una notte.
la prima, l'unica di una vita che mai s'intreccia e che da sola muore.



I will shine on for everyone


Nevius; giovedì, ottobre 01, 2009; 01:53
~ commenti

ascoltami. non piangere. anche se il tuo viso lucido di lacrime è bello, non farlo. non piangere.
sei più carino quando sorridi. quindi sorridi. non smettere. sorridi.
se è difficile farlo, pensa, quant'è difficile per le stelle illuminare il cielo,
e capirai, che il tuo sorriso contribuisce a rendere chiara la notte.
sorridi, poichè ho visto nel tuo sorriso la meraviglia di questo mondo.
e ne sono rimasta incantata.

per petit fleur..



I will shine on for everyone


Nevius; lunedì, settembre 28, 2009; 22:58
~ commenti

bolle di cristallo che s'infrangono in occhi di finissimo smeraldo, intagliato in una tristezza sottile dalla quale non c'è scampo. Diamanti spenti da un sorriso senza più significato. Lucentezza sbiadita in un attimo soffiato.



I will shine on for everyone


Nevius; martedì, settembre 22, 2009; 01:06
~ commenti

Amaranth: è come perdere la testa. Sentire caldo per amore, e subito dopo per rabbia. Lo colpisce solo per impulso. Solo per il nervoso che - lui - come sempre, riesce a fargli venire. Lo manda in confusione, sia per ciò che riguarda i sensi, sia per i nervi. Non è riuscito a trattenersi, e allora - bam - lo ha colpito, e forse dobbiamo ringraziare solo Deonne che ne è la causa , evidente, non si sposta, non lo blocca, insomma si prende davvero quel pugno, ed è forse Amaranth il primo a rimanerci di merda. Respira, con affanno, respira,  e butta via un po' d'ossigeno. Lo guarda e  - gli ruba anche l'aria - Volta per un secondo il viso - deve sputare - buttar via tutto il veleno che Deonne è riuscito a far scorrere nelle vene. Poi di nuovo lo sguardo su di lui - su quella faccia da stronzo - che a solo guardarla gli viene prurito alle mani. [ allora? ] chiede, sporgendosi verso di lui, e chissà, magari ci prova pure questa volta a mettergli le mani addosso, a toccare di nuovo quei bellissimi capelli verdi [ ti è piaciuto stronzo o devo continuare? ] domanda freddo - incurante che ha colpito l'uomo per la quale prova dei veri sentimenti - ne ha mai provati prima d'ora? - assolutamente no - il cuore batte solo per lui. [ mi " ami " forse di più in questo modo? mh? ] che nervoso. che nervoso. [ sei solo un figlio di puttana ] per te, tutto il mio disprezzo, tutto il mio amore custodito nel cuore - segregato, se non lo vuoi lo tengo per me - [ se per te è un gioco, per me no. Valgo di più di una scopata. Perchè caro il mio bel pezzo di merda, io mi fotto anche tua madre, se lo voglio. ] chiaro? e vaffanculo di nuovo. Oh, se è furioso, dagli un calmante, dagli un colpo in testa. Odia non essere " amato " come vuole lui, da te!

Deonne: Vera passione eggià. Una passeggiata nel parco, una scazzottata, routine quotidiana condita da un pizzico di -Amaranth- in oiù, che da più gusto a tutto. Non si capisce bene fino a che punto sia malato ma è certo che non sembra particolarmente rattristato delle sue reazioni. Oh, essere afferrato di nuovo, metaforicamente posseduto da questo nuovo giocattolo, nuova euforia, diversa, bella
< capirai > bofonchia appena, costretto ad abbassare leggermente il capo se afferrato davvero < me la sono scopata pur'io mia madre > o meglio, ci ha provato. Papà è rincasato prima, peccato. Ah, un inutile giro di parole, un'infinita sequela di stronzate da continuare fino alla sua ultima stupidità. Ma ora lo rivuole < sono il gran figlio di puttana con cui continui a perdere il tuo tempo > in effetti < farti uscire di testa è troppo facile. Che vuoi? Mi piace. Mi piaci > ops, confessione? Gli è sfuggito, una disattenzione. Capita < ti arrossi e tremi come niente. Meglio così che quando pretendi di fare il manichino. Non c'è gusto > un discorso strano ma che ha i suoi perchè. In fondo in fondo. Del resto parliamo di un uomo dal cervello di bambino viziato -peggio- bambino viziato e stronzo, un coglione di prima categoria. Allunga le mani e fa per toccarlo, di nuovo, vuol sentire se stesso toccare la sua pelle < che vuoi? > ripete, le mani -quelle mani- che scivolano lungo i suoi fianchi < mi viene naturale. Voglio sentire te che t'incazzi e tiri fanculo alla minchia, e poi ti metti a tremare se mi avvicino e faccio la voce bassa, se ti tocco> così. Esattamente come sta facendo ora < E se ti riprovi a darmi un cazzotto ne prendi tre per me e un altro per mia madre che ti vuoi fottere, poi mi fotto io te. Senza fiori > mettiamola così. Spiegazione semplice, lineare. Deonnesca.



I will shine on for everyone


Nevius; lunedì, settembre 21, 2009; 23:43

Deonne: <tsk> tutto qua? S'immaginava chissà cosa -bah- pazienza. Nell'aspettare la sua risposta si è tenuto impegnato, le labbra scivolate lungo il suo collo, una mano a scostare il colletto. Tanto per < mi hai preso per un cazzo di distributore? > ogni parola un respiro sulla sua pelle, perchè si diverte. E gli permette di condurre le sue mani solo perchè gli fa comodo così, afferrarlo e farlo suo, di
di nuovo. Contrariamente a quanto appena opposto comunque lascia la presa con la sola mano sinistra, un rapido tuffo in tasca per tornare alla carica col pacchetto di sigarette da portare direttamente alla sua bocca. Sfilane una darling, non c'è neanche bisogno di usare le mani, è fatto apposta. Questo naturalmente non concerne il fatto che deve dargli anche un accendino, comunque. E dov'è scritto
E dov'è scritto? Ehe < tò, stronzetto approfittatore. Me le restituirai fino all'ultimo in un modo o nell'altro > uomo avvisato... < era tutto qui? > incalza -una volta che avrà posato il pacchetto- aumentando il contatto tra loro, premendolo contro di se, fin quasi a sembrare un amante -da lontano- . Non è detto che non gli faccia male, sta stringendo, anche troppo forse ma che vuoi farci? Ti
desidera, ti vuole e quasi non se ne accorge. Non ha avuto che un assaggio finora e non gli basta, al contrario lo infervora di più. Basta solo pensarci, un'idea appena accennata e, maledizione, parte la fiamma. Brucia. Che fregatura.

Amaranth:non riesce a contenere dentro di sè l'emozioni. Non è un attore, e tanto meno indifferente alla presenza di Deonne. Più lo sente addosso e più il suo corpo freme, vibra come una foglia. - Fragile - tanto da non negare quel contatto, se non con un flebile suono scappato per caso dalla bocca. [ no ] risponde - quasi - e diciamo proprio - quasi - tranquillo. Ha caldo, c'è una brezza gelata, e lui ha caldo. [ perchè se così fosse dovrei pagarti, non credi? ] e la risata la trattiene, ma per lo più perchè il cervello è impegnato a mandar altri impulsi al corpo. In realtà manco riesce a ragionare, ha la testa che sta per andare in black out ad averlo così vicino. Prende una sigaretta, la tira via incastrandola tra le labbra, e mettendosi del tutto a tacere. Ascolta ma non parla, e la sigaretta è ancora spenta - ovvio - la sfila di bocca, svelto non appena lui finisce di parlare. [ vuoi qualcosa di più? ] cioè, - ti aspetti qualcosa di più? - se aveva altro da dire, bè l'ha ingoiato. Ormai non ha parole, ha solo un calore enorme che dipinge il suo viso di rosa - mai visto così - perchè se lo è stato, era nel buio di una stanza profumata di fiori. Costretto di nuovo a tacere dai gesti di lui, per evitar di far uscire da bocca qualcosa di troppo - un suono , un respiro - si trattiene, e per farlo, si aiuta con la destra pizzicando il labbro inferiore. Alza la sinistra - libera dal fumo - cerca il suo capo, in realtà i suoi capelli, li vuole stringere, o forse anche tirare? un chiaro avvertimento - smettila o ti muoio qui all'istante -

Deonne:muori pure quando ti pare, va bene anche così. Non ha pietà, sembra, perchè non accenna a staccarsi, neanche allontanarsi di poco sembra essere un'ipotesi da prendere in considerazione. Non ora < è così > replica, secco. Senza la benchè minima traccia di dolcezza, vero. Tremendo < devi pagarmi > spiega, premendo se stesso contro di lui -più forte, più vicino, più caldo- < dammi qualcosa di più >
e dopo di quella ancora di più, e ancora dopo e dopo ancora una volta perchè non c'è mai un abbastanza -ultimamente- sembra non esser mai soddisfatto. C'è qualcosa, qualcosa che vuole e fin quando non capisce di che si tratta -uomo pratico- scartabella ogni possibilità, prende tutto quello che gli sta intorno -tutto- fino all'ultima goccia, rubando finanche l'aria, dove necessario, sia pure ciò
dovesse comportare il soffocamento di chicchessia. Non ha importanza < dammi di più > ripete, incidendo il comando nel tono, permettengli di afferrare questo e quello, facendosi prendere. Per sentirlo -forte e più forte ancora- per sapere che c'è. Che ce l'ha, lo possiede. Fammi male, pare esalare, dimostrami che esisti.

Amaranth:Rosso. Sempre più rosso. dalla vergogna, dal caldo che avverte in tutto il corpo - brucia - tanto da sentirsi male. Sotto quelle mani, sotto quella stretta. - Suo. Suo. Suo - maledettamente suo. [ Dè..] sussurra strozzato - deglutisce - e prende respiro. Per così poco lui perde la testa. [ ti prego, smettila..] non ne sembra tanto convinto, la ragione blocca l'emozione..per quanto però? Due secondi? Fino a quando non ha più fiato per parlare, perchè in testa ha così tanti pensieri, idee, pippe mentali? Ah. Gli passa di tutto nella testa. Notevole, come sia teso. Non riesce a rilassarsi, e poi continua a bruciare. - che cavolo gli fai Deonne? - respira con quel poco d'aria ancora non infettata dall'odore del tabacco. - Il suo odore - quello che ha nella testa notte e giorno e che vorrebbe continuare a respirare sempre più. Cerca di scappare da quella presa, ma forse non si impegna neanche più di tanto. [ porca puttana! ] stringe con forza i suoi capelli - vive grazie a te , al tuo calore - [ mi spieghi com'è che ho sempre voglia di te ? cazzo! ] impreca. Pieno di vergogna. C'è dell'imbarazzo a desiderar un uomo - per lui - ed i capelli glieli tira è vero, ma ad un certo punto si blocca, per poter spingere la sua testa, avvicinarla il più possibile alla propria - si avvinghia - o come volete immaginare - fa l'impossibile - per tentar di toccare la sua pelle, o meglio, il suo viso, con le labbra, con la punta della lingua, qualsiasi cosa , per sentire il suo sapore e non andarne in estinenze - tutto quello che vuoi - glielo darebbe, ma se lo prende, lo morde.

Deonne:Così va bene, sempre meglio. Il potere che acquista su Amaranth è qualcosa di inebriante, meglio di una siringa in vena, meglio di qualsiasi sigaretta, lui e il suo nauseabondo odore di fiori, lo sdolcinato arrossire del suo volto, le parole stentate da fidanzatina alle prime armi < pregami > mormora, ebbro di se stesso e loro due assieme < ancora un pò > e forse, dico forse, potrebbe anche smolla
potrebbe anche smollarti. Ma dopo eh. Forse, quando sarà sazio di te, della tua persona, del tremore del tuo corpo. Potrebbe accadere subito, come no, ma anche fra un anno, due, dieci. Ti sei infilato in una brutta situazione e mo sono gran cazzi perchè mr stronzo-Deo non è propriamente un facilone vero? Geme quando gli vien stretta la capigliatura color carciofo, appena un pò, e sorride.
Soddisfatto, egoista, stronzo < è perchè sei un cretino > replica con la sua solita sensibilità da elefante, assecondando i suoi movimenti per puro piacere personale, offrendo il proprio volto, la mascella leggermente ruvida di barba fatta da poco ma già da un pò. Solo per un poco, poco, poco, qualche secondo al massimo. Poi fa per staccarsi, slegarsi -forse- compiere qualche passo indietro. E
sorridere, bastardo, sotto una frangia verdastra e trucco pesante < sei proprio un moccioso > ride di gusto, proprio, di te. Di te e della tua goffaggine < dai, mandami a fanculo Amaranth del cazzo. Mandami a fanculo e già che ci sei tirami un calcio come l'altra volta che sei stato grande. Dai fammi male > fammi male perchè me lo merito. Perchè sono stronzo. Perchè mi piaci -e mi piace- che sia 
tu a farlo. Oh, perverso e masochista e pure stronzo, malato nel midollo. Lo invita allargando le braccia, teatrale. Proprio qui, in mezzo al petto. Prego signor demone da questa parte, verso il battito di mani.

Amaranth:Pieno di vergogna, non potrebbe essere altrimenti, con le guance che prendono fuoco talmente sono rosse e calde. Il suo corpo che trema, vibra sotto le sue mani - è un contatto che lo manda fuori di testa - che gli toglie il fiato, che lo rende vulnerabile, perchè così lui è impotente, lui si farebbe fare di tutto,  uno scemo. Un ragazzo che non riesce a governare le proprie emozioni, che esplode - caldo - e tira quei - bellissimi - capelli verdi. Amore & Odio. Non può far a meno di provare un - forte? - sentimento per lui, e allo stesso tempo disprezzarlo. Pronto a fargli male, ma in contemporanea ad amarlo, a baciarlo. Ah, se solo gli desse il modo di farlo - di prenderselo, di dare - Non ci vorrà poi molto che l'espressione da ebete innamorato, o da cretino predominato, si trasformi in una smorfia di contraddizione. - Immobile - senza cercar di scappare, anche perchè poco dopo lui si scansa. L'osserva accigliato, con mille parole in testa, e troppi pensieri da cancellare. - Quel che dice - lo confonde. Lo uccide.Lo guarda e apre bocca [ che cazzo stai dicendo minchione? ] permettetegli di essere volgare almeno per una volta. [ sai una cosa..? ] Ecco - tira fuori le palle Amaranth, ammesso che tu le abbia, tirale fuori - Un passo verso di lui, o forse tutti quelli che mancano per infrangere di nuovo ogni distanza. [ Vaffanculo Deonne.. ] lo dice calmo, in modo che sia chiaro. [ Hai capito Deonne? ] - amore mio? - [ vaffanculo pezzo di merda! ] - si cioè, vai a prendere per il culo qualcun'altro. - perchè lui dentro scoppia d'amore, e tu non ne cogli manco un po', lo prendi in giro, e lui odia terribilmente le sfide. Le coglie, e così anche questa volta, uno slancio della mano destra, e le dita che si chiudono nervose in un pugno. Si spinge in avanti con il busto, e lo vuole colpire, proprio sotto la mascella. - un pezzo del mio amore per te -



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; 19:28

" non è sbagliato sognare, ma smettere di farlo "
- Nevius William Grey -

Un giorno, apri la mano,
e li lasci volare via quei sogni.

" Il sogno di una vita distrutto in un secondo "



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